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La nascita dei collant

 

Per vederne la comparsa occorre tornare indietro agli Assiri, popolo che indossava pantaloni leggeri simili a collant maschili non aderenti (caratteristiche che assumeranno poi solo con i Greci).
I calzoni venivano realizzati cucendo vari pezzi di stoffe colorate. Nell'età degli egizi invece si conoscevano già più fini mentre i Romani, li avevano tramati in lana per andare a cavallo. Già nel XIII secolo, le calze venivano realizzate soltanto nell'attuale Italia, mentre nel resto dell'Europa si utilizzavano solo quelle in tessuto fatta eccezione per Enrico IV che ne acquistava molte paia in sola lana per sopportare i rigidi inverni inglesi.

Finalmente nel XV secolo si cominciarono a cucire calze anche di pelle, il primo esempio più simile ai collant aderenti alle gambe. Particolarmente predilette erano quelle con l'elastico scarlatto, un filato di alto pregio. L'usanza di indossare calze di due colori diversi era segno di eleganza e raffinatezza e verso il XVI secolo, fecero la loro prima comparsa le calze in seta cucite sul retro e, più tardi, lavorate a maglia. I collant vennero divisi nuovamente in calze e calzoni.

Grazie all'arte del ricamo, le calze di seta ornate d'oro diventarono accessori di elevato pregio per la nobiltà.
Nel 1589 Lee costruì il primo telaio per produrle industrialmente, grazie al quale sarebbe stato possibile realizzarle meccanicamente con la lavorazione in rettilinea. Fu quello l'inizio vero e proprio della storia di quelle lavorate a maglia, sebbene all'inizio fosse ancora piuttosto grossolana e queste calze non riuscissero a reggere il confronto con le sottili calze di seta.
La "calzemaglia" fino ad allora indossata quasi esclusivamente dagli uomini, divenne un prodotto sempre più ambito anche dalle donne, grazie all'introduzione nella moda delle calze come accessorio. Da allora le calze passarono da proteggere i piedi a coprire ed ornare le gambe delle donne.

La moda delle calze femminili esternabili infatti ebbe inizio nel 1720, quando fece la sua comparsa la crinolina. I calzini bianchi venivano tenuti fermi con apposite giarrettiere sopra il ginocchio.
La comparsa dei pantaloni lunghi all'epoca della Rivoluzione Francese decretò, dopo secoli di supremazia, la fine delle calze da uomo, da allora non più visibili. Alla fine del XVIII secolo negli ambienti di corte tornarono nuovamente in auge i collant, con raffinati ricami di gusto maschile, che tuttavia non riuscirono a imporsi. Invece, nel XIX secolo, questo capo di abbigliamento fino ad allora riservato esclusivamente agli uomini, diventa appannaggio delle donne. Nel 1866 l'americano Lamb costruì la prima macchina per maglieria facilmente utilizzabile. La produzione giornaliera era pari a dieci paia di collant.

Nel secolo successivo, nel 1938 fu sintetizzato il nylon. I collant moderni furono inventati nel 1959 da Gant negli USA e nello stesso anno, la Glen Raven Mills Company iniziò la produzione di massa. Si diffusero maggiormente con il comparire delle minigonne alla metà degli anni sessanta.

In Italia, i primi collant furono prodotti dalla Rhodiatoce che li commercializzava con il marchio di nylon.

Oggi esistono collant "riposanti" e a "compressione graduata" che possono essere indossati per dare sollievo se si soffre di gonfiori delle gambe o delle caviglie, o di vene varicose, o ancora per stimolare la circolazione se si svolge una professione che richiede di rimanere seduti tutto il giorno, o al contrario, di stare in piedi per lunghi periodi di tempo.
Castel Goffredo nel mantovano, resta tutt’ora la "Città della calza", il più importante distretto per la produzione di calzetteria femminile italiana e mondiale con più di 60 aziende oggi operanti.

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